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n. 449   lettori al   02.06.20
QUELLA PIAZZA VUOTA
23-04-2020
Vi sono immagini che entrano di diritto nella storia, istantanee che esprimono meglio di tante parole la drammaticità e la portata di un evento: la foto del miliziano spagnolo colpito a morte di Robert Capa, il volto della ragazza afgana di Steve McCurry e così via.

Un'immagine già consegnata alla storia è senza dubbio quella di papa Francesco che la sera del 27 marzo prega, da solo, sul sagrato della basilica vaticana, in una piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia. Non era mai accaduto prima. Una prima volta all'interno di un'altra prima volta: di un evento che sta sconvolgendo il mondo, la pandemia del corona virus. Un'immagine così inconsueta che, come ha sottolineato qualcuno, nemmeno a un regista immaginifico come Paolo Sorrentino sarebbe venuta in mente.

A rendere ancora più “potente” questo evento, due simboli: l'immagine della Madonna “Salus Populi Romani” e il Crocifisso di San Marcello al Corso, invocato per la liberazione della città eterna dalla peste del 1522; simboli davanti ai quali Francesco ha pregato il 15 marzo scorso dopo un pellegrinaggio a piedi da solo, in una Roma deserta. Un’altra istantanea che, come quella di piazza San Pietro ha fatto il giro del mondo. E proprio la statua di quel Cristo Crocifisso, con la pioggia battente che gli irrigava il corpo e si mescolava al sangue dipinto sul legno, è stata, insieme al Papa, protagonista silenziosa e immobile al centro dello spazio vuoto.

Qualcuno ha voluto dare una voce a quella statua e immaginare quali pensieri la attraversassero in quella piazza deserta, quasi spettrale.

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