I capricci dei nuovi imperatori
10-01-2026
I nuovi tycoon si vogliono spartire il mondo. La molla sono gli affari, l'accaparramento delle risorse energetiche ( petrolio e terre rare) e l'interesse geopolitico. La nuova dottrina è “ il sistema Trump”, già in azione incontra solo il limite della sua stessa “moralità”. Troppo impegnativo parlare di dottrina Monroe declinato in Donroe, quest'ultima dovrebbe segnare il controllo di Washington sugli stati sudamericani, specificatamente Venezuela, Colombia, Cuba e Messico. Agli annunci seguono ricatti e intimidazioni, poi se è possibile osare, si procede con gli arresti , come nel Venezuela, altrimenti si continua a minacciare, come nel caso della Groenlandia, dove finalmente la NATO invierà un contingente militare a presidiare il territorio prima che lo facciano gli Usa. Senza dimenticare che anche all'interno, negli Usa, è stato creato l'Ice, un corpo di miliziani legati al Governo, per mantenere l'ordine, l'ultima vittima è stata la trentasettenne Renee Good di Minneapolis.
Quest'ultimo episodio però potrebbe mettere a dura prova perfino il consenso elettorale del tycoon, che si potrebbe vedere riflesso nella giovane donna morta, bianca e madre di tre figli.

La partita si gioca al di là del diritto internazionale, sicuramente da modificare negli aspetti più ingessati e disfunzionali ma non va eliminato in modo sistemico come sta facendo il Presidente americano, che ha voluto ritirarsi da 66 accordi internazionali, molti collegati all'ONU. Dopo il ritiro dalla Convenzione delle Nazioni Unite (Unfccc) per il clima, in questo secondo mandato, Trump è uscito di nuovo dall'Oms (Organismo Mondiale della Sanità), anche dall'Unesco (Organizzazione per l'Educazioe, Scienze e Cultura) e dall'Usaid l'Agenzia statunitenze per la cooperazione internazionale.

Intanto l'Europa, anche se divisa e in cerca di identità, comincià a scalpitare. La fase di resilienza innestatasi nella lunga guerra della Russia contro l'Ucraina, ha fondato una cortina di Paesi come Francia, Germania, Inghilterra, Polonia, Spagna, Danimarca e Groenlandia, non più disponibili a subire l'arroganza di coloro che operano per dividere il mondo in sfere d'influenza.
Il Presidente francese, Emmanuelle Macron, ha tuonato contro l'illegittimità del nuovo neo-colonialismo degli Usa disinnescando ogni ambiguità sulle campagne di conquista al di là del diritto internazionale. Macron non prescinde dal fatto che esistono ormai due diverse visioni del mondo e che non assumere una posizione netta e coesa, per l'Europa, potrebbe essere ancora più pericoloso, perchè potrebbe favorire nuove ingerenze e divisioni essendo un soggetto politico debole e condizionato anche dalla propaganda straniera.
Le regole scritte dopo la guerra del 1940- '45, 80 anni fa, hanno coinvolto generazioni, e devono rimanere la stella polare con la quale regolare i rapporti internazionali.

Naturalmente il Presidente americano, anche se troppo amico di Putin, non è uomo di pace, ma neanche capace fino in fondo di innescare conflitti prolungati : è evidente con il blitz poliziesco contro Maduro , la Groenlandia e le nuove minacce all'Iran. Il terrorismo politico è un modo per fare sentire gli stati minacciati nel mirino per la politica di sicurezza nazionale.
La questione securitaria, posta in questi termini, anche se può avere un fondamento nella realtà, visto che i confini di alcuni stati occidentali sono infiltrati da Cina, Russia e Iran, dovrebbe essere perseguita secondo le regole dei trattati, delle convenzioni e degli accordi internazionali.