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Iran, l'escalation della violenza
17-01-2026 |
La protesta non si ferma in Iran e la repressione neanche, anzi diventa sempre più feroce. A ricordarlo le voci delle attiviste iraniane che si sono alternate al megafono, alla manifestazione in Campidoglio, a Roma, il 16 gennaio scorso. All'interno del paese, internet è stato vietato grazie all'intervento di Putin per nascondere, al mondo dei media e delle organizzazioni internazionali, gli eventi e le dinamiche della repressione. L'Iran è fedele alleato della Russia. La rivolta iraniana anche se è concentratata nell'area medio-orientale è molto nel perimetro della modernità, perchè, in prima battuta, ha toccato i temi specifici del patriarcato islamico. E' iniziata al grido “Donne, Vita , Libertà” e contro l'uso obbligatorio del velo. Mahsa Amini nel 2022,è stata la prima vittima perchè il velo non le copriva bene il capo; l'8 gennaio scorso ne è stata uccisa un'altra, Rubina Aminian, ventiduenne. I suoi parenti a stento sono riusciti a farsi restituire il corpo. ![]() In una seconda fase, il regime ha ordinato l'avvelenamento delle ragazze universitarie. Adesso, in pochi giorni, migliaia di corpi nei sacchi neri sono disseminati per le strade. Riecheggiano i sussulti e il pianto strozzato dei parenti che cercano nella speranza di potere ritrovare i loro cari. Per riavere i corpi, dovranno versare da 4000 a 8000 euro, altrimenti finiranno nelle fosse comuni. Intanto, si moltiplicano le immagini di sfida delle giovani che sia nel loro paese che all'estero, bruciano sulle strade e nelle piazze l'immagine dell'ayatollah Khamenei. Questa rivoluzione, un sommovimento tellurico per il regime, ha sorpreso il mondo sia per le istanze di modernità, donne e giovani, che per il problema economico affrontato in modo così intenso e sconvolgente anche per chi guarda da lontano. Insieme a donne e giovani, sono scesi in piazza anche i piccoli commercianti sfiancati dall'inflazione al 60%. Il rial iraniano è ai minimi storici. Il tenore di vita è sceso molto escluso che per i molti che vivono all'ombra e a servizio del regime di Ali Khamenei. Si contano già circa 12.000 morti, forse 15.000 secondo alcuni osservatori, e decine di migliaia di feriti. La rivolta del 2022 sembrava essersi in parte placata, ma è stata solo un'interruzione temporale. Sottotraccia qualcosa era stato infranto e continuava ad ardere. Adesso, prima della rivolta, si registrava più libertà per le strade e le donne camminavano senza velo o lo tenevano poco accostato. Ma se le istanze dei manifestanti verranno di nuovo coperte con la violenza o ignorate, si creeranno le premesse per proteste future. Dopo l'attacco statunitense, le sanzioni e i finanziamenti agli Hezbollah libanesi, alla Siria, ad Hamas e agli Houthi yemeniti , e ad altri fronti esterni, le casse iraniane si sono svuotate e le istituzioni indebolite. I soldi sono stati utilizzati per puntellare il regime dall'esterno, e per la gente non è rimasto niente. Questo spiega l'immiserimento della popolazione. Il Presidente degli Usa, Donald Trump, che nei giorni passati ha parlato di intervento militare, adesso è deciso a trattare per ottenere l'interruzione delle uccisioni in parte riuscita,e un tornaconto in termini economici e di risorse energetiche, il petrolio. Ma cosa succederà a livello di eredità politica dopo questo evento voluto da gran parte degli iraniani, quale élite politica raccoglierà i frutti di questa rivoluzione? Lo sconvolgimento interno avrà sicuramente delle ricadute sulle attuali alleanze nell'area mediorientale ( Turchia, Arabia Saudita e Emirati) e con i player internazionali come Cina e Russia. Che già minacciano ripercussioni. Al di là dei nuovi confini geopolitici, quello che è chiaro è che gli iraniani, anche se suddivisi in minoranze, curdi, azeri e 55% persiani, mirano all'autodeterminazione nelle forme da loro volute per raggiungere la democrazia. Non vogliono né Trump, né il nuovo Scià, soltanto l'Iran libero senza ayatollah. E' una popolazione giovane e colta. Anche se molti ricordano che le menti politiche più lucide sono state uccise nel carcere di Evin proprio per evitare la formazione di nuove classi dirigenti che possano guidare il Paese. ![]()
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