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Gli iraniani, un popolo tradito
12-03-2026 |
Le piazze dell'Iran si erano riempite perchè esortate dal Presidente americano, Donald Trump, in un momento di destabilizzazione in cui potevano esserci buone possibilità per un cambio di regime. L'operazione “Epic Fury”avrebbe dovuto portare anche a questo. L'altro player, Benjamin Netanyhau, compagno di merende di Trump e suo suggeritore, ha motivato l'attacco in nome di una evocata e atavica inimicizia contro l'Iran per questioni di leadership tra potenze mediane nell'area e per motivi di sicurezza. Con la certezza che le due motivazioni prima o poi avrebbero portato alla guerra. In poco tempo , Trump ha cambiato i suoi obiettivi rendendoli mutevoli di ora in ora. La decapitazione del regime degli ayatollah insieme all'indebolita capacità del sistema missilistico, non più comprovata per via del sostegno russo alla guerra contro gli Usa, insieme agli effetti della guerra sul suolo americano, lo hanno indotto ad arretrare dai propositi iniziali. Adesso la certezza della vittoria, nonostante gli annunci roboanti, non sembra più a portata di mano, e si impone una seria ricerca di una exit strategy. La promessa fatta ai dissidenti iraniani di poterli aiutare per arrivare al regime change non viene più neanche nominata. La rivolta è costata 30.000 morti qualche settimana fa e niente fa credere che l'ondata repressiva sia finita qui, dopo la nomina del figlio di Khameney, Mojtaba. Nominato a garanzia del sistema dei Guardiani della rivoluzione, tuttora ben saldi nel loro ruolo. Soprattutto il caro petrolio che, secondo gli auspici di Ebrahim Zolfaghari, uno degli esponenti dell'apparato militare iraniano, dovrebbe arrivare a 200 euro al barile insieme alla minaccia di colpire gli stati alleati degli Usa, insieme alla paura del calo dei consensi (36% ultime stime), sembrano aver influito sul Presidente americano. Una mancata vittoria sicuramente farà aumentare la repressione che sarà ancora più feroce. Anzi quel momento è già iniziato. La storia di Dasta Farrokhi, 20 anni, arrestata nella notte del 10 marzo, e subito sparita, ne è la prova. Negli Usa lo scontento è presente anche tra i MAGA che contestano l'importanza strategica dell'alleanza con Israele e l'impegno militare per la ricaduta sulle finanze. I tempi della conclusione del conflitto sono fondamentali perchè a breve i costi degli apparati militari cominceranno ad essere insostenibili per i cittadini americani: 11 miliardi spesi in 13 giorni. Se Trump arretrerà giungendo a più miti consigli, Israele si troverà da solo a sostenere la guerra e a continuare con gli attacchi ai paesi limitrofi. Intanto vista la nomina di Mojtaba Khameney, Netanyhau e Trump, non potranno festeggiare alcuna vittoria visto che il regime di Teheran è rimasto in piedi. L''operazione incompiuta ha portato soltanto il vantaggio ad Israele di aver indebolito i proxy dell'Iran: Houthy , Hamas ed Hezebollah, e colpito gravemente Libano e Siria. E' tutto molto poco per Trump, dopo aver tradito la causa degli Iraniani, causato una situazione incendiaria allo scopo di destabilizzare tutta l'area, aver creato dissesto e instabilità in Europa, in Asia e nella stessa America. Ed aver provocato, nell'economia globale, una pericolosa deriva finanziaria e navale a causa del blocco navale nello Stretto di Hormuz, dove transita normalmente un quinto del prodotto greggio prodotto . Il passaggio è tuttora saldamente nelle mani degli iraniani. A seguito degli attacchi, la produzione di petrolio si è ridotta di circa 10 milioni di barili. ![]()
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