Meriteremmo qualcosa di meglio
di Alberto Galanti---28-11-2025
Invitata ad Atreju (dove lo scorso anno Giuseppe Conte andò, intervistato da Mario Sechi), Elly Schlein ha posto una condizione: 'vengo solo se il confronto lo farò con la Presidente del Consiglio'. Giorgia Meloni allora ne ha posta un'altra: 'Disponibile a confrontarmi, ma con la Schlein e Conte insieme'. Giuseppe Conte si è subito detto disponibile ad andare in coppia.
La Schlein invece ha concluso: 'Giorgia Meloni scappa dal confronto'. La Presidente del Consiglio, accusata di scappare, ha sferrato alla sua accusatrice un magistrale colpo polemico: 'Non posso decidere io chi è il leader dell'opposizione al mio governo'.
Non accorgendosi di essersi già incartata, la Schlein, da pokerista incauta, ha pure rilanciato: 'Allora lei porti Salvini'. Questa ultima mossa ha reso evidente la caduta della segretaria PD nella trappola da lei stessa tesa all'inizio. Per due ragioni:

1) la destra ha sempre riconosciuto nel leader più votato il candidato premier della coalizione e la Meloni ha oltre 20 punti in più dei suoi alleati maggiori. Per la 'sinistra' (scusate se la scrivo tra virgolette ma è un problema mio) la differenza di peso politico è più contenuta. Circa 10 punti tra PD e M5S, con AVS, oggi molto più in sintonia coi grillini, che insieme a quest'ultimi raggiungono più o meno la percentuale del partito democratico. Non a caso nell'opposizione si pensa a primarie di coalizione per scegliere un candidato premier. In più, nelle ultime rilevazioni, Conte è dato 14 punti oltre la Schlein, anche per la sua precedente esperienza di Presidente del Consiglio. Su chi sarà il cadidato premier della 'sinistra' il dubbio è pertanto più che legittimo.

2) Elly, tradita dal subconscio, ha fatto anche un'implicita confessione: tirando in ballo per l'eventuale confronto anche Salvini (e non Tajani) ha sì fatto il nome che, a destra, più imbarazza la Meloni, ma ha finito per rivelare inconsciamente il parallelo suo imbarazzo per Conte.

Immaginiamo solo per un momento che la Schlein avesse risposto: 'Certamente, veniamo Conte ed io, e sarà un bel confronto Governo-Opposizione', avrebbe dimostrato fair play e un'ottima capacità di reazione. Avrebbe fatto una bellissima figura e sarebbe partita in vantaggio (sia con Giorgia che con Giuseppi). Ma lei è una aspirante regista cinematografica prestata alla politica e queste finezze esulano dalle sue competenze.
Considerazione finale: la fortuna dei dirigenti del PD è di avere uno zoccolo duro di elettorato che li perdona sempre e, al momento buono, assicura loro un bel po' di posti in Parlamento. La sfortuna del PD è che questo zoccolo duro non sarà sufficiente a portare la coalizione al governo del Paese.