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Leggere TRANS-LOCARE mi ha fatto decisamente bene
di Alberto Galanti---03-02-2026 | |
'Il trasloco è una delle principali cause di stress psicologico, spesso classificato come il terzo evento più stressante dopo il lutto e il licenziamento'In una ci sono due gabbiani che, posati sul largo davanzale dell'ampia terrazza panoramica, danno le spalle al Foro romano e sembrano pronti a spiccare il volo per raggiungere altri luoghi. Nell'altra un gabbiano posato sul davanzale di un'analoga terrazza, stavolta sul mare, è intento a scrutare la grande distesa azzurra che si è trovata davanti dopo il volo. Raffaella Grasso ha scelto queste foto scattate da lei, per aprire e chiudere TRANS-LOCARE, il suo decimo libro. Vi sono raccolte brevi composizioni intense, intime, spesso focalizzate su emozioni del momento, risultate da una 'ricerca di espressioni necessarie, uniche, dense, concise e memorabili', come direbbe Italo Calvino, citato all'inizio del libro. Una di esse, 'I dubbi rappresi', si apre con il prezioso incoraggiamento che il parroco della sua parrocchia romana rivolge all'autrice profondamente dispiaciuta di dover lasciare dopo 50 anni, anche se per motivi validi e razionali, la sua casa romana e la sua rete di amicizie per trasferirsi definitivamente a Sanremo: «Tu qui, a Roma, stai bene. La tua non è una fuga, tu assecondi un progetto che ha senso di futuro». Che tale incoraggiante prospettiva proposta sia stata raccolta e fatta propria da Raffaella Grasso lo si evince dalle molte pagine venate da una nostalgia temperata dalla volontà di 'rinnovare il proprio spazio interiore' per riuscire ad 'habitare secum'. È il caso di 'Libri a terra', 'Stanze vuote', 'Abito trasansato', 'Passiamo la mano', 'La casa sulle spalle', 'Lo sguardo oltre', 'Simboli', 'La tartaruga', 'Consuetudini', 'Abitarsi', per dirne solo alcune. In altre troviamo il toccante ricordo dei genitori, la figlia Federica, la solida unione con Sergio suo marito, i nipoti intenti a esplorare la nuova casa dei nonni o a giocare, nella loro, «con amici francesi che erano italiani, portoghesi, ucraini». Ci sono i fiori, i colori di Sanremo, «questa terra breve fatta a terrazze» dove «le case si tengono per mano per non cadere sotto le raffiche di vento». Ma nel libro troviamo anche ironia, autoironia, arguti e insoliti accostamenti divertenti ('Taglia e cuci', 'Sciarpe', 'Arginare'), scatti inattesi finali che danno senso al tutto ('Occhi verdi', 'Ammaccature'). Essere riuscita a portare a termine questo progetto con risultati notevoli, in due anni molto impegnativi per lei, ci dà la misura della forza interiore e narrativa di Raffaella. | |