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A proposito di referendum
di Mariella Balzamo---21-02-2026 | |
Desidero innanzitutto ringraziare l'Associazione per averci dato l'opportunità di partecipare al confronto, sia pure a distanza, tra due autorevoli sostenitori del SÌ e del NO. Ho molto apprezzato l'intervento del professor Ceccanti, non in quanto sostenitore del SÌ, ma perché ha esposto, restando nel merito e senza tentazioni propagandistiche, la sua posizione, come sono certa farà anche il professor Pinelli, sostenitore del No. Sono particolarmente motivata ad ascoltarlo, proprio perché sostiene una posizione diversa dalla mia. Infatti ritengo che aver ragione da soli non basta e, anche quando ho delle certezze, mi sento rassicurata, qualora fossi in errore, che ci siano in campo opzioni diverse. Purtroppo questa campagna referendaria si caratterizza sempre di più per contenuti che, nella maggior parte dei casi, nulla hanno a che fare con il merito, anche con esternazioni spesso fuorvianti, se non addirittura mendaci, ancor più gravi se, da entrambe le parti, sostenute da personaggi che hanno ruoli istituzionali. Per quanto mi riguarda, il mio approccio ai quesiti è nel merito, a prescindere dalla mia appartenenza politica alla Sinistra e non certo alla Destra, perché l'istituto referendario, previsto dalla Costituzione come esercizio di democrazia diretta, chiama ad esprimersi il singolo cittadino. Il mio voto contro la Destra lo esprimerò nel 2027, nelle prossime elezioni politiche. Venendo al merito, ritengo che la separazione delle funzioni, introdotta dalla riforma Cartabia, abbia come corollario la separazione delle carriere. D'altronde, come risulta da dati statistici, le decisioni del GIP, nel 90% dei casi ricalcano in modo acritico le tesi accusatorie, anche di fronte ad evidenze della difesa, con rinvii a giudizio e convalida delle richieste di arresto. Potrebbe nascere il legittimo sospetto che ciò accada per non contrastare chi ci si potrebbe trovare di fronte nel CSM, in caso di procedimento disciplinare o avanzamenti di carriera. La contiguità tra i due ruoli, PM e giudici, insieme al combinato disposto del sistema correntizio nel CSM è causa, a mio avviso, di carcerazioni preventive ingiuste e di tanti errori giudiziari, soprattutto in fase istruttoria e nei primi gradi del giudizio. L'art 111 della Costituzione parla in modo inequivocabile di giusto processo caratterizzato da contraddittorio in parità, di fronte a un giudice terzo imparziale. Oggi purtroppo non è così. In conclusione, un accenno al sorteggio. Il sorteggio è già previsto per alcuni membri del tribunale dei ministri, in caso di procedimento nei confronti del Presidente della Repubblica e per la nomina dei giudici popolari in corte d'assise, per evitare condizionamenti e garantire imparzialità. | |