L'eterogenesi dei fini
di Alberto Galanti---04-03-2026
Ho in più occasioni e in diverse sedi esposto le motivazioni di merito per il mio SÌ alla riforma. A maggior ragione dopo aver sentito la relazione introduttiva del prof. Pinelli (favorevole al NO) nella quale, con l'equilibrio e l'onestà intellettuale che tutti gli riconosciamo, ha tenuto ad affermare preliminarmente che nella legge di riforma oggetto di referendum l'autonomia della magistratura non subisce limitazioni e non è vero che i PM ne uscirebbero indeboliti. Al contrario, sottolinea il Prof. Pinelli, questi ultimi ne uscirebbero troppo rafforzati. Permangono per il Professore altre ragioni di netto dissenso ma non sono quelle due, strombazzate nella loro campagna referendaria dall'ANM e dal fronte sfrontato del NO. Una vera e propria offesa all'intelligenza di chi sa leggere e capire il significato delle parole.

Purtroppo a causa del limitato tempo a disposizione per gli interventi, dovuto ai numerosi iscritti a parlare, lunedì scorso non ho potuto spiegare che il mio SÌ finisce per avere anche una motivazione politica che non è determinante per la mia scelta di voto ma è importante per le conseguenze che questo voto avrà.

Il PD, a un anno dalle elezioni politiche (primavera 2027), sta usando impropriamente il referendum come un congresso ad uso interno, anziché celebrarne uno vero che possa portare ad un gruppo dirigente autorevole e a un programma elettorale degno di questo nome, capace di guadagnare il consenso di ampi strati di elettorato, staccando quel pezzo di moderati alla destra, necessario per vincere. Se il NO prevarrà, il gruppo dirigente del Partito democratico, che è al momento il partito più votato di una coalizione divisa su tutto, si autorizzerà a leggere e a teorizzare che questa 'vittoria' è l'approvazione popolare alla sua 'linea politica' che in realtà non ha. E non l'ha perché la Schlein non ne vuole una, per non entrare in rotta di collisione con M5S e AVS, lasciati liberi di sproloquiare, e per non imbarazzare troppo quei poveri 'riformisti' dentro e fuori il PD, nella silenziosa e umiliante attesa del contentino di qualche candidatura meno ambita.
L'irresponsabile rifiuto del PD a svolgere il ruolo che gli compete per storia e dimensione, rende la coalizione di CSX cialtrona, inaffidabile in politica estera e in politica interna, populista, settaria, inadatta a governare. Questo la porterà dritta alla sconfitta alle prossime elezioni politiche. Quelli del PD che vogliono che vinca il NO solo perché sono 'contro il governo' sappiano che poi rischiano di regalare alla Meloni un'altra legislatura e a questa 'sinistra' (che secondo me sotto sotto ci conta) un'altra comodissima opposizione quinquennale fatta di slogan inoffensivi e aria fritta.
E' proprio questo che vuole lo zoccolo duro del PD? Non ci posso credere.