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Anche Iscritti a parlare sta per rieleggere il consiglio direttivo. E se sorteggiassimo anche noi?
di Mara Gasbarrone---16-03-2026 | |
Stamattina mi sono svegliata con un’idea balzana, oppure un po’ originale, fate voi. Fra un paio di mesi, tutti i soci di iscrittiaparlare saranno chiamati a rinnovare i sette componenti del consiglio direttivo, per il prossimo biennio. Sono in vena di riforme istituzionali, vediamo cosa vi propongo. Un esercizio di fantasia, perché le proposte richiederebbero una modifica dello Statuto, ovvero la nostra Costituzione, la quale ha solo 8 anni e non 80, ma insomma sta lì da un po’ di tempo. Primo, perché non prolungare il mandato del Consiglio direttivo almeno a tre anni: qua siamo sempre a votare, fortunatamente senza campagna elettorale, almeno finora. Però si potrebbero limitare i fastidi organizzativi: allestire i seggi, costringere i soci che abitano lontano – non pochi - a venire fisicamente a Roma centro, con meteo a giugno quasi torrida, procedere a raccogliere riluttanti candidature, scrutinare, verbalizzare e via dicendo. La seconda riforma è un po’ più azzardata, ma ci provo lo stesso. Va ora molto di moda il sorteggio, ad esempio per la nomina dei membri “togati” dei due CSM previsti dalla riforma Nordio, su cui fra qualche giorno andremo a votare. Il sorteggio è additato al pubblico ludibrio di parte dei sostenitori del NO, e proposto come un legittimo metodo di designazione da parte dei sostenitori del SI, metodo già utilizzato ad esempio per selezionare i membri delle giurie popolari. Propongo un approccio molto empirico. Potremmo adottare anche noi il sorteggio, eventualmente non per tutto il consiglio direttivo, ma solo per una parte non marginale (quattro o cinque sui sette del CD?). Che ne dite? Si apra la discussione. Buona giornata | |