Gli studenti del Liceo Mamiani incontrano Marino Sinibaldi
di Simonetta Rossi---20-03-2026
Marino Sinibaldi, ex alunno del Liceo Mamiani, giornalista, scrittore, creatore della rubrica sui libri di Rai3 “Fahrenheit”, direttore della “Festa del libro e della lettura” presso l'Auditorium Parco della Musica, curatore del podcast “Timbuctu”, dove viene proposta una narrazione del mondo attraverso i libri, ha incontrato un'ottantina di studenti del Mamiani. Il tema non poteva essere che quello della lettura, della difficoltà di utilizzare ancora oggi il libro, in un periodo di invadenza dei social, dei video, delle immagini. Sinibaldi ha illustrato ai ragazzi quale era la situazione dell'informazione quando aveva la loro età: a disposizione di tutti soltanto i libri, le Enciclopedie, la Biblioteche. Non c'erano alternative e quindi era inevitabile leggere. Oggi con un clic si possono avere tutte le notizie che si vogliono: Internet, Wikipedia e così via, oltre alle piattaforme sulle quali trovare film, documentari, serie più o meno interessanti. Leggere un libro è però diverso. Si perdono troppe cose se non si legge, non soltanto conoscenze ma anche emozioni. L'uomo ha bisogno di narrazioni, che nell'antichità erano prima orali e poi scritte - si pensi ad esempio all'Iliade, all'Odissea - continua Sinibaldi, di racconti di avventure per volare altrove, per vivere per conto di altri, ma anche per capire qualcosa di sé stessi. Evadere, ma contemporaneamente stare dentro di sé; uscire dalle dimensioni egoriferite, relativizzandole. Leggendo, sostiene il giornalista, si penetra in mondi diversi, ma contemporaneamente si entra nei propri sogni, vivendo le emozioni dei personaggi e riconoscendo che quelle sono le stesse emozioni che ciascuno sperimenta nella propria vita. Leggere mette in moto l'immaginazione: si dà un volto ai personaggi, si immagina visivamente quello che viene presentato, ci si immerge in vite differenti dalla propria. I grandi scrittori, afferma Sinibaldi, fanno immedesimare i lettori nelle vite di altri, facendogli vivere situazioni che non hanno vissuto, costruiscono personaggi diversi, trame che possono fornire informazioni, allarmi che possono suggerire come evitare eventuali problemi o come superare i traumi: si pensi, ad esempio ai racconti gialli. Il vivace dibattito inizia con uno studente che chiede a Sinibaldi che cosa ne pensa delle imposizioni, da parte degli insegnanti, dei libri che gli studenti devono leggere. Lo scrittore risponde che, anche se Daniel Pennac scrive che il verbo leggere non sopporta l'imperativo, che leggere è un atto di libertà individuale, la scuola deve però assumersi alcune responsabilità attraverso imperativi: devi leggere, devi studiare ecc. La lettura degli stessi libri può diventare anche un'occasione di confronto di esperienze. Rispondendo alla domanda se ci possono essere connessioni tra i libri e il presente, Sinibaldi accenna al suo podcast nel quale presenta ogni due giorni un libro, affermando che proprio questo lavoro lo sollecita a leggere testi che probabilmente in altri momenti non avrebbe letto, ma che talvolta diventano strumenti adatti per capire il mondo. Una studentessa affronta il tema della censura, facendo riferimento per esempio a Mein Kampf: il giornalista fa presente che i libri possono anche far male o fare paura, ma che essi sono narrazioni delle diversità. Dentro di noi, afferma, abbiamo molte forme di censura, di rifiuto di quegli argomenti che non rispecchiano le nostre idee, ai quali opponiamo resistenza. Dobbiamo invece farci forza per accettare le idee altrui, non per condividerle se non ci piacciono, ma per conoscere posizioni diverse dalle nostre. Analizzare le argomentazioni contrarie può rafforzare le proprie convinzioni, ma può anche far capire che esistono punti di vista differenti, che possono però farci riflettere. Alla domanda di quale sia il suo libro preferito, Sinibaldi confessa sorridendo che in genere lui non ama esaudire questa richiesta, perché gli piace tutta la letteratura, che è infinita, plurale, che soddisfa i numerosi bisogni di ciascuno. Poi però confessa di amare soprattutto Don Chisciotte, di cui rilegge un capitolo ogni tanto e in cui trova ogni volta suggestioni nuove. E invita gli studenti a leggerlo saltuariamente in questa maniera.