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309. La Democrazia
di Carlo Corridoni---26-03-2026 | |
Carissimi Consoci. Voglio partecipare con tutta l'Associazione l'impressione di una tendenza alla discussione per scritto, sul nostro bellissimo SITO, alla quale avevo da tempo cessato di raccomandarmi. Quindi, faccio volentieri seguito ai tre interventi, di Alberto Galanti prima e, subito dopo, di Piero Fortini e di Stefania Sergio, in ordine al Referendum costituzionale del 22-23 marzo. Non nascondo nemmeno la mia soddisfazione per l'accresciuta partecipazione al Voto e per la scampata eventualità di uno spericolato intervento sulla Costituzione, operato senza una credibile prospettiva di evoluzione. Non voglio assolutamente sottolineare la patente meschinità della campagna elettorale svolta dalle Parti, alla quale ha cercato di mettere riparo l'organizzazione dei due seminari, sulle ragioni, rispettivamente, per il SI e per il NO, curati dall'Associazione e che hanno pure consentito corretti orientamenti politici a vantaggio dei cospicui partecipanti. Quella che vorrei, invece, enfatizzare quasi ideologicamente, è l'impossibilità di separare in questo genere di cose, gli aspetti politici dagli aspetti di merito. Quando si assume un atteggiamento 'po'litico', pensiamo subito che esso non possa essere che di parte, e che quindi gli si possa consentire - come minimo - una passionalità irragionevole. Anche sbracata. Quando, invece, ci si vuole dedicare al 'merito' delle questioni, si cercherebbe di assumere atteggiamenti da tecnici al disopra delle Parti, ben lontani da qualunque volgare tenzone politica. Ecco: vorrei mettere in evidenza come questa tendenza, secondo me equivoca ed erronea, nuoccia allo svolgimento dei più che doverosi comizi e confronti elettorali. Già il termine corrente di 'Campagna elettorale evoca il combattimento, dove sempre più spesso non vince il migliore. ANZI! per definizione di un malinteso darwinianesimo, chi vince È il migliore! Entrare nel merito con gli strumenti della consapevolezza è politico! Ed è politico anche strutturare scientificamente e lealmente le Riforme. Non è politico far eleggere frai Parlamentari i propri Avvocati, non è politico istruire i propri Parlamentari sulle improbabili parentele di Mubarak, non è politico stipulare accordi elettorali sul decentramento e poi tentare di realizzarlo ope legis fingendo di rispettare la parola data! 4C | |