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Festa dell'Europa 2026 al Liceo Vivona
di Giuliana Mori---14-05-2026 | |
Il Liceo Vivona si sta delineando sempre di più come scuola modello, come esempio di comunità scolastica capace di rappresentarsi, all’interno del sistema di istruzione, come avanguardia che mette al centro gli studenti, la loro ricerca di identità, il loro bisogno di capire il presente e costruire il futuro insieme agli adulti, interrogandoli e ponendo questioni su come stare al mondo. La stessa cosa si è riproposta nella giornata dedicata alla Festa dell’Europa, organizzata con le Istituzioni e i soggetti artefici della Cultura, nella quale il tema da declinare era come ci si sente cittadini europei in questa nuova fase storica nelle diverse sfaccettature della quotidianità. Studenti che ponevano domande, che chiedevano una curvatura delle problematiche su di loro e adulti che tentavano più o meno di dare risposte, non sempre pertinenti, talvolta spiegazioni dell’esistente senza indicazioni di prospettive per il futuro. Dopo i saluti di rito della Dirigente scolastica e del Sovrintendente dell’Archivio di Stato che ospitava la manifestazione, le domande al primo invitato delle Istituzioni ad intervenire, Claudio Casini, il Capo della Rappresentanza italiana della Commissione europea, arrivano nette, senza esitazione alcuna. Cosa fa la Commissione europea per non essere un semplice organo tecnico, e come mostra di ascoltare i giovani e dare segnali alle loro necessità? La risposta non si fa attendere, allargamento della partecipazione dei giovani negli organi decisionali, proposte di legge che verifichino sempre il loro impatto sulle nuove generazioni e aumento degli stage a Bruxelles per i liceali.A seguire il parlamentare europeo, on. Marco Tarquinio, al quale chiedono se dopo l’esito del referendum, che ha evidenziato un’alta percentuale di partecipazione dei giovani, ci sia stata una riflessione su come dare ascolto e dialogo a questa fascia di popolazione. Anche qui la risposta è pertinente e determinata, siamo a un bivio tra guerra e pace, all’Europa il compito di riconoscere i conflitti nel mondo, 184 al momento, e fermarli, l’Europa è una storia di pace, la pace si fa con la pace, accogliendo le differenze, si deve fare in modo che il futuro sia migliore con i giovani. Sulla stessa lunghezza d’onda la Presidente del IX municipio, dott.ssa Di Salvo, che ribadisce la responsabilità di ciascuno di noi, in quanto cittadino del proprio territorio, a coltivare la pace che è la ragione per cui è nata l’Europa. Stessa sorte per l’Assessore alla mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè, al quale chiedono di raccontarci come stiano lavorando per rendere la città sempre di più capitale europea. Anche qui la risposta non si fa attendere e la parola chiave è “connessione”, connessione tra i diversi mezzi di trasporto pubblici e le diverse direttrici, in contro tendenza con le politiche degli anni precedenti che avevano dato spazio all’automobile. Gli studenti si rivolgono poi a Daniele Frigeri, direttore del CeSPI, e a Carlo Mari, presidente dell’associazione Iscritti a parlare, con i quali hanno lavorato al progetto “Europa Live”, per chiedere loro, a distanza di 80 anni da quella prima idea di Europa che avevano in testa Altiero Spinelli, Ernesto Rossi prima e poi Alcide De Gasperi, come intendano perseguire attraverso l’azione quegli obiettivi. Anche qui le risposte arrivano in modo chiaro e semplice, dare strumenti per leggere la complessità del presente, trovare spazi per analizzarla, in quanto all’Europa deve continuare ad essere protagonista attraverso una politica fatta di orizzonti e non di confini. All’on. Piero Fassino gli studenti rivolgono la domanda più difficile della conferenza: come può l’Europa essere sempre più unita e forte nello scenario internazionale? Ma anche qui non c’è alcun svicolare: l’Europa è il continente più integrato al mondo per la moneta unica, per la libera circolazione tra stati, per il mercato unico senza dazi, per i suoi trattati, cosa che non avviene negli altri continenti, Mercosur non ha lo stesso livello di integrazione, l’Africa con i suoi 56 stati non ha questo come obiettivo, analogamente l’Asia con India e Cina non proprio alleate. Manca però in Europa un sistema fiscale unico, esistono troppi diversi sistemi sanitari e troppi diversi sistemi scolastici, manca una visione comune in politica estera e manca un sistema di difesa europeo. E’ poi il turno dei soggetti artefici della cultura, primo fra tutti il cinema, con il referente della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo MIC, che con forza sostiene l’affermazione che il cinema non è intrattenimento ma strumento culturale per conoscere il presente, per analizzare quello spazio di conflitto tra generazioni, nella famiglia come nella scuola. A seguire la musica, che a livello europeo è ben rappresentata dalla manifestazione dell’Eurovision e da quanto dichiarato da Federica Gentile, conduttrice televisiva e radiofonica, la quale afferma l’importanza di questa iniziativa nata nel 1954, che unisce le emittenze pubbliche e fonda l’Eurovisione. Infine la stampa, e la domanda degli studenti è se esiste l’unitarietà della notizia a livello europeo. Risponde Ilario Piagnarelli, inviato Rainews24, che sostiene che a livello europeo non esiste uno spazio comune e purtroppo viene data sempre maggiore importanza alle notizie negative anziché a quelle positive, l’esempio la celebrazione da parte della Russia del 9 maggio, festa di liberazione sul nazifascismo, che oscura il festeggiamento a Budapest della vittoria in Ungheria di Peter Magyar, europeista, mentre la propaganda russa, con le sue fakenews, tende a trasmettere un senso di indifferenza e di inutilità a credere. La forza dell’Europa sta nella negoziazione, nella mediazione diplomatica, questo il senso dell’intervento del Già Ambasciatore e Docente Luiss, Pasquale Ferrara, che rimprovera all’Europa il venir meno di questa capacità ed esperienza decennale e definisce antidemocratica la regola dell’unanimità. ![]() ![]() | |