|
|
Una nuova idea di Europa di cui non potremo proprio fare a meno
di Alberto Galanti---08-07-2026 | |
Il giornalista britannico Martin Wolf, principale commentatore economico del Financial Times, nella sua prefazione al libro di Mario Draghi Competere o sparire. Per un nuovo paesaggio europeo edito da Rizzoli Libri, così ha definito l'autore: Draghi è ben più di uno dei massimi protagonisti dell’Europa contemporanea: è diventato uno dei suoi pensatori più rilevanti. La combinazione unica tra la lunga esperienza, la straordinaria intelligenza, la profonda conoscenza della materia economica, la visione globale, l’appassionato impegno nei confronti dell’Europa e la rara coesistenza di idealismo e concretezza lo hanno reso, più di chiunque altro, l’uomo che gli europei devono ascoltare... Draghi non è più uomo d’azione. È diventato piuttosto il profeta dell’Europa. Tali qualità si manifestano in misura straordinaria in questo libro che prende le mosse dai discorsi tenuti tra il giugno 2023 e il 14 maggio 2026Chi si interroga sul destino dell'Europa, a cui è indissolubilmente legato il destino dell'Italia, troverà risposte in questo libro. Nelle prime pagine è lo stesso Draghi a premettere che le sue analisi e le sue proposte prendono le mosse da un assunto di base. Eccone una sintesi: Chi leggerà con attenzione questo libro troverà il progetto di un sistema alternativo all'esistente, capace di reggere tali sfide. Tutte le spiegazioni sono chiare e comprensibili. L'Autore non fa nessuna concessione all'ottimismo o al pessimismo. Quello che propone si può realisticamente fare. Lo sforzo per farlo si annuncia enorme e richiede una rivoluzione culturale che dovrà investire le Istituzioni, le forze politiche e i cittadini dei 27 Stati membri. Confesso che ogni tanto, durante la lettura pensavo sconfortato all'Italia. Pur consapevole che problemi analoghi sono presenti in misura più o meno grave anche negli altri Stati membri, riflettevo sulla mediocrità del nostro personale politico di governo e di opposizione. Sulla sua propensione allo scontro ottuso. Sulla sua incapacità di rendersi conto che le cose veramente indispensabili da fare sono quelle che interessano tutti e che serviranno a chiunque governerà pro tempore. Il dramma è che molti cittadini, culturalmente sguarniti dopo mezzo secolo di istruzione pubblica inadeguata, rimbecilliti dalla continua esposizione ai talk show, ossessionati nella difesa dei piccoli interessi di bottega e dell'inviolabilità del 'loro giardino', consentono a questa miope politica di prosperare e a questo Paese di regredire. A volte sospendendo la lettura pensavo 'non ce la faremo mai'. Poi però sono andato avanti fino alla fine perché questo progetto di 'federalismo pragmatico' da costruire insieme, lanciato d Draghi, è un affascinante programma politico. E nella mia vita non ho mai rinunciato ad avere un programma politico in cui credere. | |