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320. La meglio gioventù
di Carlo Corridoni---28-10-2026 | |
Splendida comunicazione, questa di Piero, sulla Gioventù che vediamo intorno a noi! Io l'ho voluta leggere in modo analogo al relativistico: come quello dei soliti osservatori che stànno sui due (soliti) treni, posti sui due (soliti) binari paralleli, che procedono in direzioni opposte. Verso lo svilùppo dell'Esistènza (la Gioventù), e verso la conclusione della Medesima (la Senescènza). L'analogia, ovviamente, è solo un trucco di prima approssimazione, anzi 'zeresima'! Tutti sappiamo bene come la Gioventù e la Senescènza siano due fasi distinte di ciascùna esistènza individuàle, e come quei trèni procèdano inevitabilmente sullo stesso binàrio e con velocità diverse. (Anche, soggettivamente, Opposte! E pùre su questo ci sarebbe da discutere ...) Comunque, sarebbero trèni destinati ad uno scontro-incontro inerènti. Però, l'analogia ci permette di considerare Senescènza e Gioventù come ambi-ènti separati (per un momento, nei vagoni e negli scompartimenti appropriàti) nei quali si manifestino determinati fenomeni, da descrivere e riconoscere, per eventuàli identificazioni e analogazioni, correlazioni eccetera. Già questa pur arbitrària chiave di lettura offre un'occasione di confronto fra due dei vagoni di quéi due treni lì: avere o non avere sistemi di riferimento capaci di ipotizzare certezze, anche illusorie. Perfino autoreferenti! Piero ha trovato o si è fabbricato la sua bacheca dove scrivere i dazebao per cercare interlocutori, e io pure ho avuto e cercato di valorizzare a mio modo risorse (talvolta improbabili), come (p.e.) l'Istruzione Professionale. Il Sindacato! Bene: se guardiamo dal finestrino cosa vediamo nel vagone che, al momento, ci si affianca? Ecco: bisogna che dal vagone della Senescènza si ammetta e riconosca come nel vagone della Giovinezza, quello che ci può venire addosso con velocità superiore alla nostra, ci possa essere tutta la mèglio gioventù. In senso strètto! 4C | |