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mio articolo pubblicato in osservatoriosereni.it
pubblicato in data 27-04-2026 da Rodolfo Lichtner | |
DIFENDERE LA COSTITUZIONE Negli ultimi 30 anni i partiti hanno fatto a gara per proporre modifiche alla Costituzione. Mentre a parole la lodano, in realtà tutti vorrebbero adattarla alle loro esigenze del momento. La cosa non è nuova in realtà: nei decenni della “prima repubblica” non si parlava di modifiche, ma semplicemente la Costituzione non veniva attuata. Basti pensare che ci sono voluti 22 anni per istituire le Regioni, la cui nascita era chiaramente disposta dalla Costituzione. A parte la Regione Sicilia, che è nata addirittura prima della Costituzione stessa. Un altro ente che i governi dell’epoca avrebbero voluto lasciare per sempre sulla carta è la Corte Costituzionale. Il motivo è che la Corte può disporre limiti al Governo di turno e annullare le sue decisioni. Sia le Regioni che la Corte avrebbero portato via un po’ di potere al governo, e qualche regione avrebbe potuto essere gestita dai partiti di opposizione, e per questo ne è stata ritardata illegalmente l’istituzione. Più complicata da capire è l’applicazione degli articoli che riguardano i rapporti con i cittadini. Per esempio, ci sono voluti 30 anni per realizzare l’uguaglianza nell’ambito della famiglia, con le riforme degli anni 70, il nuovo Diritto di Famiglia che rende uguali i diritti dei coniugi. Ci sono molti altri esempi. L’Italia democratica non è nata in un giorno, né il 2 giugno né il 25 aprile, è nata in un lungo percorso di distacco dalle radici nell’Italia fascista, che tutti ormai negavano ma che molti, nel governo e nel popolo, desideravano in fondo mantenere. Il processo di democratizzazione, fortemente ostacolato da stragi, bombe, attentati, movimenti terroristi, si può dire completato alla fine degli anni Settanta. Ma mentre l’Italia democratica ormai era stata costruita, iniziavano le manovre per modificare la Costituzione e privarla di suoi connotati fondamentali. Così si cominciò a parlare di una “seconda repubblica”, lasciando intendere che la struttura costituzionale della prima non fosse più valida. Oltre alle modifiche costituzionali che diversi partiti di destra e di sinistra hanno tentato o effettivamente compiute, si sono avvicendate infinite versioni diverse della legge elettorale, tutte distanti da quella originaria in cui ciascun cittadino aveva uguali poteri e uguali possibilità quando andava ad eleggere i suoi rappresentanti. Con le elezioni così snaturate, si son creati governi di variopinte e fantasiose coalizioni che poco avevano a vedere con l’effettiva intenzione degli elettori. L’apice dello snaturamento della costituzione è stato toccato con il tentativo, fortunatamente bloccato dagli elettori, di stravolgere la struttura della funzione giudiziaria, tanto accuratamente definita nella Carta Costituzionale originaria del 1948. I partiti non hanno ancora rinunciato alle loro velleità di snaturare in vario modo le norme originarie, e altri tentativi più o meno pericolosi sono attesi, con l’aggiunta di nuove fantasiose versioni della legge elettorale, probabilmente tese a consolidare e rendere duraturo il potere della maggioranza. Auspico una presa di coscienza degli elettori, che scartando le proposte di partiti e altri centri di potere, agiscano per riportare la Costituzione del 1948 alla sua veste originale, o almeno ostacolare nuovi proposti stravolgimenti. L’Italia deve restare una repubblica, e restare democratica. Rodolfo Lichtner, artista Autore:Rodolfo Lichtner | |