Lettera aperta a Eitan Bondì 

pubblicato in data  30-04-2026 da  Alberto Galanti
Caro Eitan, ti potrei essere nonno e sento il dovere di comunicarti bonariamente il mio pensiero proprio come farei con un giovane familiare che si trovasse in circostanze analoghe alle tue. Leggo sui giornali e ascolto commenti in tv così duri sul tuo caso che immagino siano per te già la prima vera, insopportabile punizione. Meritata, aggiungo io a malincuore.
Sei, a quanto si dice, incriminato per tentato omicidio. Joseph Fouché, un uomo politico francese di pessima fama che fu capace di attraversare rivoluzione e restaurazione restando ai vertici del potere, disse a proposito di un attentato 'è peggio di un crimine, è un errore'.
Caro Eitan quello che hai fatto è peggio di un crimine, è un errore.
Sei circondato da gente (compresi alcuni tuoi correligionari) che ha chiesto: 'Che c'entrava la bandiera dello Stato di Israele con il 25 aprile, festa tutta italiana? E' per questo che alla Brigata ebraica è stato chesto di andarsene'. Nessuno si è chiesto però che c'entravano le tante bandiere palestinesi. Le Ong che si stracciano le vesti per Gaza si guardano bene dal dire una sola volta 'Hamas deve consegnare le armi perché la popolazione non ne può più'. Abbiamo dei criminali al potere in Iran che impiccano oppositori inermi, donne 'ribelli', finanziano terroristi, invitano le cellule islamiste nel mondo occidentale a colpire gli 'infedeli' e il problema principale di cui si discute è la penuria di carburante e le vacanze estive a rischio voli.
Questo ti fa indignare? Ti capisco perché fa indignare anche me ma è un fatto e non puoi pensare di risolverlo come hai fatto tu.
Io non discuto più con queste persone. Restino pure delle loro idee. Io credo che Netanyahu faccia bene ad andare avanti come un treno nella difesa dell'esistenza di Israele e ammiro le soldate e i soldati israeliani per il loro coraggio e i loro tanti sacrifici, sovrumani per dei giovani d'oggi. Anche questo è un fatto ed è l'unico vero fatto che conti, Eitan.
Stamattina il direttore di un quotidiano di destra titolava 'Con i gommini è tentato omicidio. Con il martello no'. E' una corretta deduzione se pensiamo alle cose che capitano alle manifestazioni, derubricate a semplici intemperanze da questa banda di ipocriti sedicenti 'di sinistra'. Tuttavia Eitan, neanche il martello può diventare un'opzione. Dai retta a nonno.
Ad maiora.