Renzi ha perso i riformisti liberaldemocratici. Gli restano i renziani. 

pubblicato in data  17-06-2026 da  Alberto Galanti
Stamattina Jack Daniel su Il Dubbio definisce impietosamente Matteo Renzi 'grande manovratore ma forse su un binario morto'. Oggi la pubblicazione del selfie dei 4 dell'Apocalisse a tavola ne sottolinea l'esclusione da un Campo che tanti preferiscono ristretto.
Calenda, il grande sabotatore del tentativo della lista Stati Uniti d'Europa del 9 giugno 2024, ha buon gioco nel prenderlo in giro: 'Renzi era sotto il tavolo?'.
Ricordiamo tutti che, con uno spericolato voltafaccia, Renzi la sera stessa dei risultati delle Europee butta a mare la proposta politica liberaldemocratica e dichiara la sua volontà di entrare nella coalizione di una sinistra novecentesca verso la quale aveva diretto le sue più feroci critiche. Ora la sua spregiudicatezza che nei mesi precedenti lo aveva fatto giudicare inaffidabile solo dai leader centristi chi gli erano stati vicini, come Carlo Calenda, Elena Bonelli, Ettore Rosato, Luigi Marattin per citarne alcuni, è apparsa evidente anche ai 'suoi' elettori ed è diventato deludente per molti di loro. La conseguenza di questa delusione li ha portati a riconsiderare il loro giudizio severo e inappellabile contro Calenda e gli altri: 'Ma allora questi non avevano tutti i torti. Renzi è veramente inaffidabile.'
Ho ricordato questo per arrivare a dire che i quattro dell'Apocalisse hanno ragione a pensare che Renzi in coalizione gli farebbe perdere più voti di quelli che porta. E se, con una estrema operazione di maquillage politico, costoro proporranno allo 'stratega di Rignano' di piazzarlo con i suoi due o tre fedelissimi in qualche piega poco in vista delle liste, gli consiglio di accettare di corsa. Perché anche una eventuale lista centrista, a cui potrebbe rivolgersi all'ultimo minuto, dopo che è stato preso a calci in bocca da Conte e compagni, gli potrebbe dire 'No grazie. Ci faresti perdere più voti di quelli che porti'. Sicuramente il mio.