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317. Le solitudini estive
pubblicato in data 26-08-2026 da Carlo Corridoni | |
Ringrazio di cuore Stefania Sergio perché riprende un tèma di discussione che avvilisce (od esalta) quasi tutti e che, tuttavia, non è mai convenientemente approfondito da nessuno, pure se molti ci girano intòrno. Si tratta della Questione mediorientale, così denominata per non qualificarla (o, meglio, squalificarla) fin dall'inizio Palestinese o Ebraica, a seconda dello schieramento implicito assunto da chi parla. La guerra in corso è infatti talmente aspra che, pure a chi non ne sia direttamente coinvolto, riesce quasi impossibile non schierarsi con altrettanta fierezza, e di mettersi dialogicamente nelle condizioni della controparte dialèttica per comprenderla, sia pure per assurda ipotesi. Sicché qualunque dibattito può essere vanificato da logiche di schieramento veramente difficili da gestire. Ed ecco la proposta di condividere la lettura di un libro che descrive una situazione paradigmatica (reale e realistica insieme). Leggerò il libro proposto da Stefania e parteciperò attivamente ai dibattiti che esso potrà suscitàre, anche se - dalle poche ma sostanziali informazioni che Lei stessa fornisce - penso che sarà complicato utilizzare eventuali analogicità. Se la famiglia costituita da una donna di origini ebraiche e da un uomo palestinesi si intende quale cellula costitutiva di un organismo sociale articolato come può essere una Comunità (o uno Stato) multiculturale, fondata sull'Amore, non ritengo realistiche le eventuali prospettive analogiche individuàte. L'ipotesi di due Popoli in due Stati (nello stesso Territorio) deve prevedere e, anzi, favorire i matrimoni misti, ma le relazioni valide in piccolo rispondono a logiche incommensurabili con quelle in grànde. Ma poi, leggendo e ragionando e discutendo insieme, potremo ben avere le idee confuse al punto giusto per poter fare qualche passo in avanti! Io, benché scettico sulle soluzioni dottrinarie o di carta, mi sono rivolto a molte letture e documentazioni, almeno per sondare se, storicamente, qualche forma di composizione sia stata possibile. Non sono stato capace di trovarla. Anzi, in tempi abbastanza recenti, un attivista di Pace (di formazione cattolica) ha trovato un possibile inciampo perfino in alcune parole della Bibbia, nel Salmo 137, che occorre tentare d'interpretare con sapiente attenzione*. Bisogna prendere atto che l'odio non può essere abolito per decreto e che va affrontato con gli atteggiamenti culturali appropriati e solo attraverso di essi contenuto (nel tempo), e anche a ragion vedùta cioè il prima possibile. Care cose. 4C *) Carlo Carretto, ''Perché Signore?''; Morcelliana, Brescia 1990 | |