Un libro imperdibile 

pubblicato in data  08-09-2026 da  Lucia Mastrofrancesco
Sollecitata dalla recensione di Alberto ho letto'Kolchoz'di Emmanuel Carrère e mi trovo ora a dire la mia sul libro affascinante di un grande scrittore. Attraverso la ricostruzione della storia della sua famiglia di origine,intesa in senso lato, a maglie larghe (e servendosi del prezioso lavoro sulle genealogie svolto dal padre), Carrère ricostruisce la storia 'verticale' della Russia e dell'Urss, restituendoci una completezza di verità che neanche i più disincantati di noi potevano immaginare, svelando il grande abbaglio di cui si è stati più o meno consapevolmente vittime, politicamente e culturalmente, sulla realtà dell'Urss. Quello di Carrère è un linguaggio ricco pervaso di irresistibile ironia.Al di là del valore letterario, indubitabile, un grande pregio è nella lezione politica che se ne può trarre: la necessità che l'occhio 'orizzontale' non smarrisca quello 'verticale' per non incorrere o aggrapparsi a ideologie rassicuranti forse, ma del tutto inidonee a leggere la realtà.Carrère parla del peso della menzogna e della 'dissonanza cognitiva' caratteristica propria dell'Urss dove la società sottostava a un credo che la realtà contraddiceva continuamente.Il libro ci aiuta anche a comprendere la Russia di oggi. Infatti lo scrittore si trova a Mosca proprio quando viene invasa l'Ucraina, vede le reazioni spaventate di tanti russi e l'indifferenza di molti altri.Imperdibile la pagina sul Consiglio di sicurezza del 22 Febbraio, due giorni prima dell'invasione dell'Ucraina, la cui cifra dominante è il sadismo di Putin.
Naturalmente questo non è un libro solo politico (anche se questo è uno degli aspetti che più mi ha colpito, secondo la legge per cui ciascuno è lettore di se stesso).Valgano, solo a titolo di esempio, la lettura istancabile di tantissimi libri considerata un piacere supremo, le riflessioni che sfociano in domande personali cui potrebbe dare risposta solo la psicanalisi, il desiderio di conoscere meglio i propri genitori e l'uso che si fa, invecchiando, dei ricordi per comprenderli, le pagine struggenti sulla morte della madre.
Per concludere 'Kolchoz'(il titolo è fuorviante e lo scoprirete leggendo)è una matassa di pensieri, storie e persone: si possono tirare molti fili di questa matassa traendone sempre piacere intellettuale, comprensione umana, interrogativi fondamentali e non si può riassumere se non a danno della sua ricchezza